venerdì 5 febbraio 2010

Il triste destino della sinistra caivanese vocata alla resa senza condizioni

Sono passati giorni decisivi per costruire una sinistra-centro alternativo alle candidature di due ex assessori di Pippo Papaccioli e ancora non arrivano segni di vita dal PD caivanese. Le primarie, osannate a destra e a manca, come l'unica soluzione per selezionare la classe dirigente e i candidati ai vari livelli, dicono, non si possono fare... non c'è tempo. Certo se aspettiamo il 28 e il 29 marzo è sicuro che non si possono fare... le faremo nel paese. Eppure le abbiamo chieste già da due settimane. Un muro di gomma! Le primarie, dicono, non le vogliono Idv e Rifondazione Comunista. Ancora una volta si scarica su altri l'incapacità di decidere al proprio interno, al di là delle regole, al di là dello statuto. E il tempo passa.. e si perdono altri pezzi.. e non si coinvolgono altre energie che pure ci sono all'interno della società caivanese.
E intanto i cittadini protestano per l'aumento della tassa sui rifiuti. E i partiti non dicono nulla sugli impegni da prendere per l'immediato e soprattuto per il futuro; si lascia l'iniziativa spontanea a chi protesta, giustamente, ma non può e non sa elaborare una proposta per l'uscita da questa situazione. Solo i progressisti/sinistra ecologia e libertà ha elaborato ed espresso una proposta concreta in un convegno pubblico.
C'è un'etica della politica che passa attraverso: un'idea di città, il non accettare ricatti da nessuno, una classe dirigente onesta e determinata, una capacità di scegliere in modo condiviso il candidato sindaco.
Se il Pd ha già quattro liste a sostegno che paura ha di fare e vincere, con il suo candidato, le primarie?
Mistero buffo.. direbbe Dario Fo.
Non ci resta che piangere.. direbbero molti altri.
Noi diciamo: si combatte fino all'ultimo minuto utile per fare un'alleanza che vede chiudere la stessa coalizione alla Regione su De Luca (PD), alla Provincia di Caserta su un altro candidato del PD.
La domanda , però, esce spontanea: ma la colazione si riunifica solo ed esclusivamente quando il candidato Sindaco/Presidente/Direttore ect.. è del PD? E ci volete dare almeno il "canzo" di farlo scegliere dai cittadini?

mercoledì 3 febbraio 2010

Perchè non escono ufficialmente i candidati già acclarati sindaci?

Perchè non escono in modo ufficiale le candidature di Simone Monopoli e di Tonino Falco? Certo a distanza di due settimane dalle decisioni assunte non c'è ancora uno straccio di conferma, nè quel lavoro di accreditamento che normalmente si fa in questi casi. Certo non credo si abbia prudenza nell'attesa di qualche listarella civica che, per entrambi gli schieramenti, non leva e non mette, nè verrebbero inficiate dalla formalizzazione delle candidature.
Per contro pcosì come ho scritto qualche giorno fa, perchè il PD non vuole le primarie? pur essendone stato l'inventore?
Le cose non quadrano. Forse non siamo ancora alle cadnidature effettive e qualcuno sta ancora cercando di tessere al meglio... si vuole vincere a tutti i costi!
Ma per fare che cosa... per assistere alla solita drammatica inerzia? Al solito non o mal governo della città?
La cosa incomincia a puzzare... qui "gatta ci cova"...

lunedì 1 febbraio 2010

Perchè il PD ha paura delle primarie?

E' davvero strano. Il PD, che ha fondato il metodo delle primarie per uscire dalle secche delle indecisioni e dei veti incrociati, un metodo democratico per antonomasia che può dare la giusta spinta ad uno schieramento di sinistra-centro, ha paura delle primarie. Il grande PD ha paura di perdere? ha forse il timore di uscire ancora più distrutto di quanto la straordinaria strategia della segreteria ha fatto fin'ora? Eppure ha parlato di primarie come toccasana in tutte le salse; le ha svolte (anzi no) in Campania; le faranno in Umbria; le hanno fatte a Firenze ecc.. A Caivano NO. Si dice è troppo tardi, non c'è tempo. Eppure ad Arzano le faranno il 14 febbraio p.v.
E allora perchè? perchè rischiare di dividere ulteriormente la coalizione residua? Mistero... Forse il candidato "unico" del PD (partito da 4000 voti) ha paura di cimentarsi in una prova democratica con un candidato di un partito di 1000 voti? E come faranno a spiegarlo al proprio elettorato che in nome non si sa di quale ragione rinunciano all'unica vera possibilità di costruire una proposta politica unitaria che possa "giocare la partita" e sconfiggere, da sinistra-centro, sia la destra che il "moderatismo" centrodemocristiano (di quelli che vogliono vincere per forza!)?
Escit suae quisque faber fortunae...

sabato 30 gennaio 2010

Il "cupio dissolvi" del PD caivanese (e non solo)

Il "cupio dissolvi" è il desiderio di morire, di dissolversi, di autoannientarsi, di diventare pura materia inorganica. Questa sembra essere la sindrome nella quale è caduto irrimediabilmente il PD di Caivano ed il suo gruppo dirigente. Intanto sviluppando, da luglio del 2009, improbabili alleanze al "centro" senza riuscire ad arrivare a qeull'importante appuntamento partendo da un'idea chiara sul tipo di alleanza, sui contenuti programmatici e sulla leadership della stessa. In questo era fin troppo chiaro che si è tentato fin da quel momento di far decidere ad altri ciò che il PD non era in grado di decidere da solo. Da qui il balletto interminabile di "riti tribali", di riunioni inutili nelle quali quello che si diceva non aveva alcun senso e nascondeva, ahimè, anche peggio, cioè il nulla.. Fino a che non c'è stata la mossa politica (messa in campo da SEL e IDV) che ha determinato che si sono finalmente "scoperte le carte". E le carte non erano nè del PD, nè della sua segreteria. Le carte, purtroppo, come avevamo gridato in più di una occasione, erano del senatore Giacinto Russo che ha finalmente lanciato la candidatura di Tonino Falco. Insomma il risultato finale di tutta la strategia del PD è stata quella di far uscire due candidati (Simone Monopoli e Tonino Falco) entrambi appartenenti (a diverso titolo e con diverse modalità, essendo comunque stati eletti all'epoca entrambi con l'UDC) all'Amministrazione Papaccioli combattuta strenuamente dal PD stesso. Un risultato davvero eccellente, atteso anche il fatto che, in questa operazione, ha perso la componente margheritina (quella che vuole vincere a tutti i costi!).
E adesso che succede?
Di fronte alla possibilità di mettere insieme un'alleanza PD, Sinistra Ecologia e Libertà, IDV e Rifondazione comunista, con l'aspirazione a "giocarsi la partita" attraverso un tentativo di riedizione del '94, inciampa, ammicca, gioca a ribasso, perde tempo...
Non c'è più tempo da perdere. Se non si è capaci di scegliere un candidato condiviso, l'unica strada sono le primarie, come ci hanno insegnato in Puglia con la grande vittoria di Nichi Vendola. Questo riunifica la coalizione e lo stesso PD, e ridà fiato al popolo della sinistra che si aspetta "qualcosa di sinistra"...
Altrimenti il PD cadrà nel "cupio dissolvi"... ma, sia chiaro, noi non ci saremo!!!

venerdì 22 gennaio 2010

Non vogliamo morire democristiani!!!!! Con tutto il rispetto per i democristiani

No, questo proprio No!
Dopo gli sviluppi di quei rituali tribali definiti interpartitici, siamo alle decisioni finali. E che cosa ci riservano? Il centrodestra candiderà il neodemocristiano (trasformato) Simone Monopoli; il centrosinistra candiderà il sempre democristiano Tonino Falco. Nulla di personale ovviamente; le due persone sono professionisti stimabili e stimati. Ma c’è che dopo tutte le battaglie politiche che abbiamo fatto, la partita non si può giocare tra due democristiani. Intendiamoci anche su un altro fatto, la Democrazia Cristiana è stato un grande partito con grandi personalità politiche di cui, ancora oggi, si sente la mancanza… Ma qui siamo a quello che ho definito, in una precedente riflessione, alla “deriva” centrista neo democristiana!!!
Se, dopo aver fatto tutto questo ambaradan, dovevamo tornare a morire democristiani, allora la risposta non può che essere: NO! NO! e poi NO!
Non so come si sia verificata la rinuncia di Peppe Celiento (di cui ho sempre avuto una stima profonda, pubblicamente espressa in ogni circostanza, perfino in Consiglio comunale) cedendo il passo a Simone Monopoli, ma nel centro-centro (ormai non è più centro sinistra) la responsabilità è chiara. E’ l’ennesima regia sconclusionata del senatore neo API, (con API si vola!!!) che, non essendo interessato alle sorti di Caivano, ha interessi solo politici ed ha lanciato un’OPA (come è definita dalla CONSOB:Offerta Pubblica d'Acquisto) sulla parte ex-Margherita del PD. In altri termini è interessato solo a far crescere il suo nuovo partito di gente (ex democristiana) che poiché “vuole vincere” per forza, credono che 2+2, in politica, faccia 4.
Non è così e non sarà mai così.
Volevano annettere la sinistra, metterla in una condizione subalterna perché “non nuocesse”….
Ma a che cosa non doveva nuocere la sinistra? Al consolidarsi, dietro questo schieramento di una serie di interessi edilizi “forti”.
Intanto non sappiamo che cosa farà il PD (oramai orfani degli ex democristiani e con una diaspora interna fortissima); si aggregheranno per quieto vivere alla deriva centrista? Spero di NO!
Attenderemo ancora 24 ore, poi partiremo e, soprattutto, venderemo cara la pelle… non la nostra… ma quella dei cittadini caivanesi ignari di questi interessi sotto banco!!!

lunedì 18 gennaio 2010

La politica ai tempi di facebook...

Ci siamo, ecco arrivata anche a Caivano, la battaglia politica via facebook, il social net work più diffuso al mondo che ha consentito a Barak Obama di vincere le primarie prima e l'elezione a Presidente degli Stati Uniti poi.
Sinceramente fa un pò sorridere che la questione riguardi fondamentalemente un partito che aspira alla leadership dell'intera coalizione di centrosinistra, con una battaglia tutta interna. Una volta ci si riuniva all'interno del partito e si decideva in una discussione franca, senza sconti, ma riunificante. E alla fine si usciva con un solo nome.... Questa volta non è così... Quindi battaglia tra i sostenitori dei due gruppi... chi ne avrà di più...
Anche questo è un segno dei tempi... (purtroppo brutti della politica!).
Eppure c'è una scelta logica da fare, una regola "aurea" della Politica. Se un partito non ha un candidato unico, condiviso e autorevole... può anche per una volta passare la mano.. o no?

domenica 3 gennaio 2010

La deriva centrista o meglio neo democristiana…..

Mancano meno di tre mesi alle elezioni comunali, provinciali e regionali, ma ancora non sappiamo con quali alleanze, con quali programmi e con quali uomini, sfideremo il centro-destra.
Lo stallo in cui oggi ci troviamo nasce dalla decisione del PD di tenere tutto fermo in attesa che l’UDC chiarisca se e dove intende partecipare a coalizioni di centro-sinistra.
I risultati di questa condotta sono sotto gli occhi di tutti: in Puglia la pregiudiziale anti-Vendola dell’UDC con il connesso rifiuto di scegliere il candidato attraverso elezioni primarie, ha portato a fare con molto ritardo e con diversi danni collaterali quello che si poteva fare due mesi fa; nel Lazio, l’idea di attendere l’esito delle primarie pugliesi, alimenta l’immagine di un PD e di una coalizione in stato confusionale. Caivano sta nello stesso pantano…
Occorre un rapido cambio di strategia politica.
Bisogna partire da ciò che è stato in questi anni il centro-sinistra al governo di molte tra le più importanti e significative realtà.
C’è un patrimonio di valori, di idee, di scelte di governo che non può essere gettato al macero in nome dell’alleanza con l’UDC.
I primi abbozzi di un nuovo modello di sviluppo economico e dell’occupazione fondati sull’ecologia, sulla cultura, sulla conoscenza; la tutela dei beni comuni; la politica dei diritti a cominciare da quelli degli ultimi, dei più discriminati; l’ispirazione laica nella gestione della cosa pubblica, sono i tanti tasselli che hanno composto in questi anni il mosaico delle politiche regionali là dove il centro-sinistra ha governato.
E’ un lavoro che non possiamo gettare al vento, riducendo la politica alla mera scelta delle persone o ad una sommatoria di partiti senza chiari contenuti programmatici.
Questo non vuol dire, tuttavia, porre pregiudiziali ad alleanze di centro-sinistra che accanto al PD, a SINISTRA, ECOLOGIA E LIBERTA’, all’IDV e a tutte le forze della sinistra, comprendano anche l’UDC.
Il nodo da sciogliere riguarda il contenuto politico-programmatico del rapporto con l’UDC.
La scelta del PD è allargare all’UDC, e prima all’ADC, considerandola l’unica possibilità per tornare a vincere. Ma per far questo il PD è disposto a scarica la sinistra e disperdere così il lavoro di tutti questi anni? Dimenticando che non bisogna solo vincere, ma bisogna ritornare a governare?
E come la mettiamo con l’API di Rutelli? Tentativo, assolutamente sottovalutato, di svuotare il PD della componente cattolico-moderata….
Se di questo si trattasse ci troveremmo di fronte ad una grave scelta politica del PD e la sconfitta alle elezioni sarebbe più che certa.
Si tratta di un puro calcolo elettorale? I voti degli elettori e delle elettrici non si sommano in assenza di un progetto politico condiviso che li convinca. Le semplici convenienze di potere dei partiti non creano consenso, anzi il più delle volte alimentano l’astensionismo.
Ben vengano, presto e con la chiarezza nel “cuore” l’UDC, l’API e chiunque altro vuole dare un governo serio che affronti i nodi atavici che minano lo sviluppo sostenibile di Caivano, ma a patto che non si realizzi la “deriva centrista” o “neodemocristiana” che farebbe ricadere la nostra Comunità indietro nel tempo, al tempo del blocco sociale edilizio… Nel 1994 fu sconfitto sonoramente… ci sarebbe, per loro, oggi, una nuova e più dolorosa sconfitta…

martedì 29 dicembre 2009

I Regi Lagni, da simbolo del degrado a simbolo della rinascita


La vita di un territorio, così come quello delle persone, è caratterizzato da elementi simbolici. Quello di Caivano è sicuramente rappresentato dai Regi Lagni (la più grande opera idraulica mai fatta dall’uomo). Quando furono realizzati consentirono la trasformazione della palude, carica di malaria e cose negative, in una delle terre più fertili della Campania felix. La regimentazione delle acque nei canali da problema si trasformò in opportunità, perché l’uomo governava un fenomeno negativo trasformandolo in risorsa. L’acqua che rendeva paludoso il territorio, una volta ricondotta entro i canali, bonificava il terreno e, poteva essere utilizzata opportunamente nei momenti di siccità per l’irrigazione o, raccolta nelle vasche, per la macerazione delle canapa. La coltura della canapa era, infatti, rigogliosissima e, al di là del latifondo e di un lavoro durissimo, c’era, per l’epoca storica, una buona economia e saldi principi etici legati profondamente alla cultura contadina, povera ma dignitosa.
Poi arrivò il mito della industrializzazione; le aree industriali crescevano a dismisura sotto l’impulso dei finanziamenti a imprenditori non sempre seri che predevano i soldi e poi scappavano; poi arrivò per molti comuni la speculazione edilizia senza i servizi fognari e i Regi Lagni si trasformarono in una fogna a cielo aperto. Non bastarono i diversi depuratori, né l’idea malsana di cementificarne gli argini. Poi la stessa agricoltura si trasformò in una sorta di piccola industria dove il senso del produrre non era più il cibo per l’alimentazione umana, sicuro e saporito, ma produrre di più e a più basso costo, come se i friarielli fossero bulloni, pezzi meccanici e non cose buone per sé e per i propri figli. Gli effetti devastanti sono, ancora oggi, i cibi avvelenati dalle plastiche bruciate e l’azzeramento di un paesaggio agricolo tra i più belli mai visti, caratterizzato dalle “viti maritate ai pioppi”, segnate ancora sulle antiche mappe.
Da lì il degrado ambientale, da lì il degrado politico, sociale e culturale.
La domanda che si pone è: era inevitabile tutto questo? come è potuto accadere?
Ho sempre creduto che la politica e l’amministrazione siano state fortemente responsabili di tale degrado, ma continuo a pensare che c’è anche una responsabilità collettiva. Una comunità è tale se preserva ciò che ama dal degrado e se è protagonista, dal semplice voto ad un candidato alla funzione civile e sociale che deve sempre esprimere. E’ un atto d’amore che deve esprimere verso la propria terra, verso se stesso e verso i propri figli.
Da questo nessuno può sfuggire.
In primis, ovviamente, la classe politica. Poi a seguire chi ha maggiori possibilità di discernere il bene dal male: insegnati, professionisti, intellettuali, le forze sociali, i giovani…
Come scriveva Roberto Ciuni, per Napoli, su “Il Mattino”: “… ha bisogno di cambiare l’atteggiamento dei suoi punti di leadership… ha bisogno che queste plasmino in termini moderni, attuali, una forma mentis popolare arretrata, ferma alla mano tesa. Perché soltanto un movimento popolare può cambiare gli uomini al vertice e così cambiare le cose...."
Ora c’è un progetto di riqualificazione dei Regi Lagni che la Regione ha messo in campo che, sulla carta e per la dotazione economica di partenza, sembra un’ottimo punto d’attacco. Ne abbiamo parlato con l’Assessore Nappi in occasione del Terra Madre Day sui “fagioli ai tempi della canapa”.
Ma se un Ente, anche autorevole, interviene sul nostro territorio, c’è bisogno che la cosa non passi sulla nostra testa, ma che la comunità caivanese stessa diventi protagonista di questo processo di riqualificazione. E’ di pochi giorni fa la notizia di carcasse di agnelli gettate in modo criminale nel canale e lungo le ripe. Insomma c’è la necessità di esprimere un nuovo e diverso protagonismo, anziché essere passivi spettatori di “una cosa che passa”.
Sarebbe, questa volta, davvero grave e irreparabile. Un’altra, l’ennesima, occasione mancata.
Facciamo in modo che tutto questo non accada mai più.
Chi in queste ore sta decidendo schieramenti e candidati sindaci rifletta bene, rifletta molto….

venerdì 25 dicembre 2009

Da "Libro d'amore e d'anarchia di Mario Mastropaolo

“Quando tutti avranno smesso di spiegare il perché delle cose,
solo allora capiremo che la luna esiste per partecipare ad un incontro d’amore,
la risacca per ricordare la pulsazione dell’universo
e la sinfonia, il suono registrato dall’ anima, di un mare in tempesta.
Perché solo quando finiscono i perché delle cose,
emerge il mondo dell’essere.
Tutto è.
Un movimento costante, infinito,
di una pulsazione,
di un cuore che consente attraverso un battito,
il movimento della vita”

Auguri a tutti di Buon Natale e Felice Anno Nuovo...

venerdì 11 dicembre 2009

I fagioli del "cannavale"... i Regi Lagni... il futuro di Caivano







Enzo Falco intervista Gianfranco Nappi, Assessore Regionale all'Agricoltura, nel giorno di Terra Madre Day il 10 dicembre al Teatro Caivano Arte, dopo le straordinarie suggestioni della proiezione del film-documentario di Ermanno Olmi.

E' il giorno che celebra il legame privilegiato con il territorio, e l'Assessore ringrazia Carlo Petrini e Slow Food perchè "Terra Madre è l'iniziativa di globalizzazione buona". La dimostrazione che la rete è un moltiplicatore di amicizie per le idee che rappresenta Slow Food, e l'invito a tutte le Comunita del cibo della Campania ad essere presenti al Salone del Gusto di Torino nel 2010.
Caivano sarà coinvolta dal progetto che attiene al risanamento dei Regi Lagni, l'opera di ingegneria idraulica compiuta dai Borboni, e che necessita di una grande opera di risanamento ambientale con i suoi 500 km di canali. Già nel 1987 in un convegno a Nola - ricorda Nappi - si sognava la navigabilità dei Regi Lagni, ed oggi il progetto sta per diventare realtà, in un'area ostile che "non sentiamo più nostra, come pezzo di storia e di territorio". Il tempo previsto alla realizzazione è di 10 anni, in un count-down visibile che dia l'urgenza del tempo che passa. E la rete sarà utile a controllare e a partecipare. Nel progetto è inserito anche il recupero del Real Sito di Carditello, dove sarà inaugurato l'orto della biodiversità a cura dell'Università Federico II, dove decine e decine di ortaggi, legumi, e prodotti orticoli saranno coltivati in un grande giardino della conservazione di secoli di sapienza e di cultura agricola, un orto botanico del Mediterraneo dove visitare, acquistare e assaggiare i prodotti. Ritornando sui Regi Lagni, contestualmente al risanamento si comincerà ad alberare, a ricostruire il bosco e a dare adeguata attenzione al sistema di depurazione. "Un appello ai Comuni a ridosso di quest'area, segnalate le aree interessate per ricomprenderle nel progetto organico", l'agricoltura, afferma Nappi, ha bisogno di anni per restituirla ad una dimensione ambientale corretta. Il cruccio è di non aver difeso abbastanza il territorio, la pressione omologatrice della grande distribuzione e la massificazione pubblicitaria hanno mancato la cura necessaria a prodotti alimentari dimenticati: "il nostro futuro è nel piatto di fagioli che mangeremo dopo".
I "fagioli del cannavale", spiega Franco Mugione dell'azienda Futuragricola 2000, si arricchivano del nutrimento dato al terreno dalle foglie di canapa coltivata nella medesima area, e che, dopo la “spenta”, sistema di battitura degli steli per liberarli dalle foglie, fertilizzavano il territorio. Dopo 60 anni che non si producevano più, li assaggiamo come zuppa accompagnati da scarole, o insieme alla pasta in versione bianchi o rossi. E sono fagioli gustosi, morbidi, saporiti, in abbinamento a 'o vino piccerillo, prodotto da un'uva locale a bacca rossa allevata maritata a pioppi, dal sentore di fragola fresca e di buona acidità.
Poichè "le idee buone camminano sulle gambe degli uomini", raccomanda Falco, "di molti uomini e molte donne, dalle comunità che hanno il compito di costruire il futuro per sè e per le generazioni future", che il 10 dicembre, giorno di Terra Madre Day; che la Madre Terra sia propizia per tutti!
(Articolo e foto a cura di Michela Guadagno)

sabato 5 dicembre 2009

i fagioli ai tempi della canapa....

Dopo la coltivazione della canapa c’era una volta la coltivazione dei fagioli. Si chiamavano i “fagioli del cannavale” ed erano, così come ce lo raccontano gli anziani, davvero straordinari. Si arricchivano del nutrimento che il terreno aveva dalle foglie di canapa che, dopo la “spenta” (un sistema di battitura degli steli per liberarli dalle foglie), fertilizzavano il terreno. Erano 60 anni che non si producevano più. Molti ne hanno sentito parlare, ma non li hanno mai assaggiati… Era tempo di riprenderne la produzione. L’Azienda agricola Futuragricola 2000 di Franco Mugione, dopo l’esperimento della canapa, ha ripiantato i fagioli di cui gli aveva parlato il padre.
Ma come spesso abbiamo detto l’agricoltura non può non essere vissuta, così come lo è stato per secoli, anche come grande àncora di salvezza dal punto di vista ambientale. “Potranno “i fagioli del cannavale” – afferma Enzo Falco, ispiratore di tutte queste iniziative - salvare il nostro territorio sempre più avvilito da emergenze ambientali che interessano direttamente la salute dei nostri cittadini? Può l’agricoltura biologica salvare la qualità dei nostri prodotti agricoli? Bisogna sperimentare nuove forme d’acquisto collettivo, attraverso i gruppi d’acquisto solidali, per dare più soldi agli agricoltori/produttori e far risparmiare i consumatori? Di tutte queste cose ne parleremo nell’ambito del più grande evento internazionale sull’agricoltura e sugli agricoltori “custodi”, cioè “Terra Madre Day” organizzato da Slow Food Internazionale”
E quale straordinaria occasione per vedere finalmente in una sala il grande film/documentario di Ermanno Olmi su “Terra Madre”? Il più grande atto d’amore, dopo “L’albero degli zoccoli” all’agricoltura, alla Terra, Madre di tutti noi…. Il regista, infatti, ci racconta degli ultimi tre convegni di Terra Madre a Torino. In quelle occasioni (e in particolare nel 2006) Carlo Petrini, ideatore di Slow Food, è riuscito a far giungere nel capoluogo piemontese persone che, in ogni angolo del mondo, la terra la amano, la coltivano e, soprattutto, la rispettano. E’ un documentario di denuncia quello di Olmi. Denuncia contro le sopraffazioni che anche in questo campo non si scontrano con i rigori della legge perché è il Dio Mercato che detta le non regole del liberismo più sfrenato. Ma non è solo questo. Olmi porta sullo schermo un atto di amore profondo che passa dall’elegia sulla vita a contatto con la Natura alla rispettosa e quasi invidiosa riflessione sulla vita di un uomo che ha avuto il coraggio di abbandonare la civiltà dei consumi per scegliere di vivere in un modo radicalmente diverso. Olmi ci ricorda anche che qualcuno ha pensato di preservare, nel Nord del nostro continente, i semi che rischiavano di scomparire in modo definitivo creando una sorta di Giardino dell’Eden nel ghiaccio. La Cineteca di Bologna, che è intervenuta nella produzione, è sicuramente consapevole di avere contribuito a creare un film che è un seme. Il suo compito è ora quello di conservarlo ma anche di metterlo a dimora ovunque sia possibile perché faccia maturare quel frutto prezioso che è la consapevolezza. È proprio vero, come dice la guru indiana dell' agricoltura, Vandana Shiva, che i bambini americani obesi e quelli africani scheletrini sono il prodotto di uno stesso sistema di sfruttamento alimentare.
Il dato più importante del Terra Madre Day sarà la centralità del “mangiare locale” e l'affermazione di alcuni punti chiave:
• il cibo è un diritto di tutti
• ogni popolo deve poter decidere cosa coltivare e cosa mangiare (sovranità alimentare)
• l'agricoltura di piccola scala, delle comunità locali, è il futuro
• la biodiversità agricola, alimentare e culturale deve essere preservata
• tra agricoltura e ambiente deve esserci una forte correlazione (l'agricoltura non più essere considerata un comparto economico, produttore di materie prime, sottoposto alla legge della domanda e dell'offerta)
• il commercio deve essere equo, solidale e sostenibile, cioè di prossimità.
A Caivano, il 10 dicembre, al “Cinema Teatro Caivano Arte”, a partire dalle 17,00, fino alle 21,00, avremo di seguito:
- La proiezione del film di Ermanno Olmi (unica possibilità di vederlo visto che non sarà distribuito nelle sale);
- Una mostra mercato di prodotti biologici;
- Utili indicazioni su come costituire e come funziona un gruppo d’acquisto solidale;
- Un’intervista a tutto campo di Enzo Falco all’assessore regionale all’agricoltura, Gianfranco Nappi, sul tema “L’agricoltura può salvare il nostro territorio?”;
- Infine l’assaggio, dopo 60 anni, in diverse modalità, dei “fagioli del cannavale”, cucinati dall’Hotel Ristorante “Il Roseto”.
Insomma un ennesimo atto d’amore nei confronti di Caivano… che l’Associazione “Amici di Ideacittà”, in collaborazione con “La Fonte Gruppo d’Acquisto Solidale”, la Regione Campania, Slow Food Campania, Cinema Teatro Caivano Arte, Futuragricola 2000 e Ristorante Hotel Il Roseto, vuole fare.
Attenzione: l’accesso è libero ma bisogna prenotarsi inviando una mail con i propri dati all’indirizzo: enzo.falco2@gmail.com

mercoledì 2 dicembre 2009

Risultati finali del sondaggio...

Vince a sorpresa Pasquale Sullo il sondaggio come candidato Sindaco del Centrosinistra.121 i voti per lui contro i 114 di Enzo Falco. Forse scontato, ma non troppo, il risultato del Centrodestra che vede Pippo Papaccioli prevalere con 46 voti su Peppe Celiento che si è fermato a 39. Interessante il dato su "altri" che, mentre per il Centrosinistra è un "fisiologico" 37 voti, per il Centrodestra supera con 57 voti anche lo stesso Papaccioli. Interessante il dato complessivo dei "partecipanti" 525 votanti, buono per essere la prima volta ma assolutamente insufficienti per una reale partecipazione alle sorti della nostra cittadina. Quello della partecipazione è e rimane la vera sfida per le nostre comunità e per il prossimo Consiglio comunale, maggioranza e minoranza. La sfida della nostra modernità passa solo ed esclusivamente attraverso una partecipazione più attiva e consapevole dei cittadini...

mercoledì 18 novembre 2009

Eurocompost querela Enzo Falco, il giudice lo assolve

Come tutti sanno il sig. Mormile, proprietario di Eurocompost, mi querelò perchè mi ero permesso di scrivere una serie di comunicati stampa, aver pubblicato una videodenuncia sul mio blog (www.caivanosara.blogspot.com) e un manifesto, in cui lamentavo l'impossibilità di vivere con quelle puzze (spero che qualcuno le ricordi ancora, costretti in agosto a restare chiusi in casa con le finestre sbarrate). Il giudice aveva già una prima volta archiviata la querela nei miei confronti, opposta una seconda volta dall'avvocato del sig. Mormile, è arrivata finalmente l'archiviazione definitiva.
Molto interessante la motivazione della sentenza di archiviazione.
"Va accolta la richiesta ...in quanto l'autore dello scritto esercitava il diritto di cronaca e di critica, dei quali sussistevano i presupposti. .... La decisione pronunciata dal TAR Campania in data 02.07.09 con la quale veniva parzialmente accolto il ricorso di Eurocompost avverso il provvedimento del Comune di Orta di Atella, non sposta i termini della questione, perchè il giudice amministrativo non negava l'esistenza del "disagio" denunciato dal Falco, il quale viceversa veniva assunto quale presupposto di tutto il ragionamento, ma censurava l'operato della pubblica amministrazione, per non aver compiuto un'istruttoria adeguata in merito al nesso causale tra l'odore sgradevole e l'attività del ricorrente; tale decisione, per quanto in questa sede può valere una sentenza non definitiva, non dimostra, però, che il Falco scriveva il falso, perchè questi precisava espressamente che non esistevano dati scientifici per individuare la fonte dei disagi avvertiti dai cittadini....".
Ora, sta di fatto che, dopo la chiusura di Eurocompost e/o il parziale funzionamento per il trattamento delle materie già stoccate, quella puzza non si sente più in modo così incessante e costante nel tempo.
Abbiamo risolto i nostri problemi ambientali. Certo che no. Bisogna mettere sotto controllo i continui fuochi di materie non meglio precisate, bisogna bonificare i Regi Lagni e le terre agricole di questo nostro territorio, bisogna mettere sotto controllo i due depuratori di Napoli Nord e quello in località Omomorto tra Acerra e Caivano.
Insomma non bisogna solo difendersi ma contrattaccare, altrimenti, tra poco ci ritroveremo punto e a capo.

venerdì 30 ottobre 2009

Il paradosso...

Abbiamo tutti saputo e "visto" in televisione la notizia dell'attentato all'ex Sindaco Papaccioli e tutti in un modo o nell'altro gli abbiamo espresso la solidarietà che, in queste circostanze, credo, sia doveroso dare. Ovviamente non sono mancate le "malelingue" di chi non si è spiegato il perchè di un attentato nel momento nel quale non ha una carica pubblica decisionale. Tra le altre cose non è stato nominato nemmeno coordinatore del PDL, quindi non c'è nemmeno un ruolo politico. Ma noi non stiamo dietro le malelingue e continuiamo a sostenere che fatti del genere avvelenano il clima politico caivanese, in particolare nell'approssimarsi delle elezioni amministrative, il che consiglia un abbassamento dei toni generale da parte di tutti e un'assunzione di responsabilità che tenga lontano certi ambienti. Ma una riflessione critica bisogna pur farla... Perchè l'ex Sindaco ha avuto la solidarietà pubblica, con tanto di manifesto pubblico, dal PD e non invece dal suo partito, il PDL?
Sarebbe davvero interessante avere una risposta...

giovedì 22 ottobre 2009

Gli inciuci, la politica e gli inciucisti…

Ci sono persone che, ancorch’è hanno fatto politica per anni, non hanno ancora capito che la politica non è quella fatta con gli inciuci. Eppure continuano imperterriti a dire e a non dire, ad offrire la parolina appena accennata, la “bacchetta” messa nel momento giusto al posto giusto. La loro preoccupazione non è certa il bene della città ma gli interessi personali. Solo ed esclusivamente questi, ciò che fa bene alla propria tasca e al proprio ego. Una sorta di frustrazione che estrinsecano nell’elaborare strategie improbabili, che hanno sempre perso (e continueranno a farlo) e che hanno sempre lavorato “contro”, sottotraccia, mai a viso aperto.
La politica è una cosa lineare… semplice…
Se si è d’accordo si procede e si va avanti insieme, altrimenti "ognun per sé"… poi si vede chi vincerà!