Come tutti sanno il sig. Mormile, proprietario di Eurocompost, mi querelò perchè mi ero permesso di scrivere una serie di comunicati stampa, aver pubblicato una videodenuncia sul mio blog (www.caivanosara.blogspot.com) e un manifesto, in cui lamentavo l'impossibilità di vivere con quelle puzze (spero che qualcuno le ricordi ancora, costretti in agosto a restare chiusi in casa con le finestre sbarrate). Il giudice aveva già una prima volta archiviata la querela nei miei confronti, opposta una seconda volta dall'avvocato del sig. Mormile, è arrivata finalmente l'archiviazione definitiva.
Molto interessante la motivazione della sentenza di archiviazione.
"Va accolta la richiesta ...in quanto l'autore dello scritto esercitava il diritto di cronaca e di critica, dei quali sussistevano i presupposti. .... La decisione pronunciata dal TAR Campania in data 02.07.09 con la quale veniva parzialmente accolto il ricorso di Eurocompost avverso il provvedimento del Comune di Orta di Atella, non sposta i termini della questione, perchè il giudice amministrativo non negava l'esistenza del "disagio" denunciato dal Falco, il quale viceversa veniva assunto quale presupposto di tutto il ragionamento, ma censurava l'operato della pubblica amministrazione, per non aver compiuto un'istruttoria adeguata in merito al nesso causale tra l'odore sgradevole e l'attività del ricorrente; tale decisione, per quanto in questa sede può valere una sentenza non definitiva, non dimostra, però, che il Falco scriveva il falso, perchè questi precisava espressamente che non esistevano dati scientifici per individuare la fonte dei disagi avvertiti dai cittadini....".
Ora, sta di fatto che, dopo la chiusura di Eurocompost e/o il parziale funzionamento per il trattamento delle materie già stoccate, quella puzza non si sente più in modo così incessante e costante nel tempo.
Abbiamo risolto i nostri problemi ambientali. Certo che no. Bisogna mettere sotto controllo i continui fuochi di materie non meglio precisate, bisogna bonificare i Regi Lagni e le terre agricole di questo nostro territorio, bisogna mettere sotto controllo i due depuratori di Napoli Nord e quello in località Omomorto tra Acerra e Caivano.
Insomma non bisogna solo difendersi ma contrattaccare, altrimenti, tra poco ci ritroveremo punto e a capo.
mercoledì 18 novembre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
Il paradosso...
Abbiamo tutti saputo e "visto" in televisione la notizia dell'attentato all'ex Sindaco Papaccioli e tutti in un modo o nell'altro gli abbiamo espresso la solidarietà che, in queste circostanze, credo, sia doveroso dare. Ovviamente non sono mancate le "malelingue" di chi non si è spiegato il perchè di un attentato nel momento nel quale non ha una carica pubblica decisionale. Tra le altre cose non è stato nominato nemmeno coordinatore del PDL, quindi non c'è nemmeno un ruolo politico. Ma noi non stiamo dietro le malelingue e continuiamo a sostenere che fatti del genere avvelenano il clima politico caivanese, in particolare nell'approssimarsi delle elezioni amministrative, il che consiglia un abbassamento dei toni generale da parte di tutti e un'assunzione di responsabilità che tenga lontano certi ambienti. Ma una riflessione critica bisogna pur farla... Perchè l'ex Sindaco ha avuto la solidarietà pubblica, con tanto di manifesto pubblico, dal PD e non invece dal suo partito, il PDL?
Sarebbe davvero interessante avere una risposta...
Sarebbe davvero interessante avere una risposta...
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giovedì 22 ottobre 2009
Gli inciuci, la politica e gli inciucisti…
Ci sono persone che, ancorch’è hanno fatto politica per anni, non hanno ancora capito che la politica non è quella fatta con gli inciuci. Eppure continuano imperterriti a dire e a non dire, ad offrire la parolina appena accennata, la “bacchetta” messa nel momento giusto al posto giusto. La loro preoccupazione non è certa il bene della città ma gli interessi personali. Solo ed esclusivamente questi, ciò che fa bene alla propria tasca e al proprio ego. Una sorta di frustrazione che estrinsecano nell’elaborare strategie improbabili, che hanno sempre perso (e continueranno a farlo) e che hanno sempre lavorato “contro”, sottotraccia, mai a viso aperto.
La politica è una cosa lineare… semplice…
Se si è d’accordo si procede e si va avanti insieme, altrimenti "ognun per sé"… poi si vede chi vincerà!
La politica è una cosa lineare… semplice…
Se si è d’accordo si procede e si va avanti insieme, altrimenti "ognun per sé"… poi si vede chi vincerà!
venerdì 16 ottobre 2009
Tu vuo' fà l'amerikano....
E' quasi il titolo della famosissima canzone di Renato Carosone, in realtà è un riferimento all'andamento delle trattative per le elezioni amministrative a Caivano. Che spaziano tra improbabili alleanze e probabili rotture (non solo delle alleanze stesse). Continua ad esserci la sindrome della vittoria a tutti i costi (qui c'è il riferimento all'amerikano). Che importa se poi non si può governare, che per decidere di fare cose importanti per il paese bisogna passare per l'assenso di personaggi che nulla hanno a che vedere con il bene comune della nostra cittadina. Che cosa bisogna costruire? l'ennesimo "non governo" per Caivano? Come si fa a dare credito chi a Parigi sta con Sarkozy e a Roma vuole stare con Bersani... Non c'è invece, in questo momento di crisi epocale per il nostro Paese, in questa situazione di latente pericolo per la nostra democrazia, frutto della "non politica" e della "non etica" del Presidente del Consiglio che ha ridotto la nostra Bella Italia ad un "puttanaio nazional-popolare", l'esigenza di mettere la politica e l'etica a fondamento del progetto dello schieramento che può e deve salvare Caivano dal degrado, civile, culturale nel quale è caduto?
Invece di puntare alle necessarie, fresce e pulite, risorse che ci sono nel nostro Comune, si vuole percorrere la strada stretta e asfittica dei numeri (potenziali). La politica è una cosa importante e seria.
Non ha bisogno di ragionieri, ma di idee e di passione...
Invece di puntare alle necessarie, fresce e pulite, risorse che ci sono nel nostro Comune, si vuole percorrere la strada stretta e asfittica dei numeri (potenziali). La politica è una cosa importante e seria.
Non ha bisogno di ragionieri, ma di idee e di passione...
sabato 3 ottobre 2009
La buona politica
Giuseppe Tornatore, nel film Baaria, parla della buona politica di una volta, del valori, dei sentimenti, della legame tra le lotte contadine e alcune conquiste sociali. Lo stretto legame tra lotte e conquiste è fondamentale se vogliamo comprendere meglio la crisi di valori che sta attraversando la nostra società. Guai a immaginare che le conquiste fatte in tutti questi anni, in particolare dal dopoguerra a oggi siano il frutto di un “regalo”, di “concessioni”. Se non ci fossero stati gli uomini che, al di là delle rispettive appartenenze, hanno vissuto la passione della politica come valore fondamentale per la trasformazione delle miserevoli condizioni di vita di gran parte del popolo, oggi non saremmo qui, ancora con grandissimi problemi da risolvere, ma non certo con il problema della fame e dell’istruzione. E’ la tensione morale, la voglia di cambiare, ovviamente non solo di pochi uomini dediti al sacrificio, ma un’intera comunità che diventa protagonista della propria storia e si riscatta.
E’ la storia di un’identità di un luogo, di un paese, di una comunità.. che, nel tempo, la smarrisce e si perde e con essa si perdono pure le persone.
La storia di Baaria è anche la storia di Caivano. Si potrebbe fare un film analogo. Finanche i personaggi “particolari” alla Beppe Fiorello potrebbero essere rappresentati.
Abbiamo di nuovo bisogno di quegli uomini e di quelle storie… abbiamo bisogno della buona politica.
E’ la storia di un’identità di un luogo, di un paese, di una comunità.. che, nel tempo, la smarrisce e si perde e con essa si perdono pure le persone.
La storia di Baaria è anche la storia di Caivano. Si potrebbe fare un film analogo. Finanche i personaggi “particolari” alla Beppe Fiorello potrebbero essere rappresentati.
Abbiamo di nuovo bisogno di quegli uomini e di quelle storie… abbiamo bisogno della buona politica.
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giovedì 24 settembre 2009
Vincere o governare? (qualcuno soffre della “sindrome della vittoria”)
Certo è bello, anzi bellissimo vincere. Il centrosinistra c’è riuscito, dal 1994, tre volte di fila (Ciccio Russo, Franca Falco e Mimmo Semplice). Il centrodestra due volte di seguito (Pippo Papaccioli).
Ma quali amministrazioni hanno governato effettivamente, nel senso che hanno determinato una svolta in uno o più settori? Il centrodestra non ha determinato alcunché, non solo perché la maggioranza si è sciolta come neve al sole nel giro di pochissimo (la prima volta non ce l’aveva nemmeno la maggioranza). Il centrosinistra lo ha fatto sicuramente nell’Amministrazione Russo, poi Falco (ma già risentiva di qualche piccola “tara” al “centro”) e sicuramente la prima parte dell’Amministrazione Semplice (già troppo compromessa da un “centro” trasformistico che ha determinato i guasti che ancora ci portiamo dietro).
Perché quelle Amministrazioni hanno determinato qualche cambiamento misurabile, intellegibile agli occhi dei più? Per due ragioni: la prima è che avevano ancora una impostazione fortemente caratterizzata sul piano politico (c’era una scelta di fondo politica in s’è, c’erano partiti che chiedevano conto ai “propri” amministratori , attraverso riunioni tra addetti e assemblee pubbliche, c’era un richiamo evidente non solo al bene collettivo ma ad una etica dell’impegno attivo che è sempre stata la bussola, in particolare, della sinistra); la seconda è che c’è stata continuità amministrativa (ci vuole tempo per definire una strategia e portarla a compimento (le opere pubbliche, strumenti di gestione della cosa pubblica, risanamento finanziario).
Perché è entrato in crisi questo modello? Perché non c’è più la scelta politica di fondo, non c’è selezione della classe dirigente, ci si affida a “chi ha i voti” per vincere a prescindere dalle capacità dalla gavetta che ciascuno deve fare prima di assumere un incarico rilevante all’interno di un partito o peggio ancora delle istituzioni. Si diventa subito “esperti” e chiunque può fare il consigliere, l’assessore, il sindaco. E questo, ovviamente, fa nascere il “trasformismo”.
L’imperativo categorico è “vincere” a tutti i costi. Anche se questo significa non riuscire a governare. Questa è la sindrome di cui soffrono molti politici caivanesi…
Il problema di Caivano è di essere governata, possibilmente bene. E non basta un programma elettorale, serve un progetto ambizioso per la nostra città cui tutti, in primis i cittadini, devono contribuire. Non serve un sindaco “padre-padrone”, ma una squadra di cui il sindaco è l’allenatore che mette insieme, sa scegliere chi deve giocare e cosa bisogna fare per raggiungere gli obiettivi.
Insomma è una comunità intera che deve decidere d’incamminarsi verso un riscatto vero e verso un futuro migliore per se stessi e per i propri giovani.
Ma quali amministrazioni hanno governato effettivamente, nel senso che hanno determinato una svolta in uno o più settori? Il centrodestra non ha determinato alcunché, non solo perché la maggioranza si è sciolta come neve al sole nel giro di pochissimo (la prima volta non ce l’aveva nemmeno la maggioranza). Il centrosinistra lo ha fatto sicuramente nell’Amministrazione Russo, poi Falco (ma già risentiva di qualche piccola “tara” al “centro”) e sicuramente la prima parte dell’Amministrazione Semplice (già troppo compromessa da un “centro” trasformistico che ha determinato i guasti che ancora ci portiamo dietro).
Perché quelle Amministrazioni hanno determinato qualche cambiamento misurabile, intellegibile agli occhi dei più? Per due ragioni: la prima è che avevano ancora una impostazione fortemente caratterizzata sul piano politico (c’era una scelta di fondo politica in s’è, c’erano partiti che chiedevano conto ai “propri” amministratori , attraverso riunioni tra addetti e assemblee pubbliche, c’era un richiamo evidente non solo al bene collettivo ma ad una etica dell’impegno attivo che è sempre stata la bussola, in particolare, della sinistra); la seconda è che c’è stata continuità amministrativa (ci vuole tempo per definire una strategia e portarla a compimento (le opere pubbliche, strumenti di gestione della cosa pubblica, risanamento finanziario).
Perché è entrato in crisi questo modello? Perché non c’è più la scelta politica di fondo, non c’è selezione della classe dirigente, ci si affida a “chi ha i voti” per vincere a prescindere dalle capacità dalla gavetta che ciascuno deve fare prima di assumere un incarico rilevante all’interno di un partito o peggio ancora delle istituzioni. Si diventa subito “esperti” e chiunque può fare il consigliere, l’assessore, il sindaco. E questo, ovviamente, fa nascere il “trasformismo”.
L’imperativo categorico è “vincere” a tutti i costi. Anche se questo significa non riuscire a governare. Questa è la sindrome di cui soffrono molti politici caivanesi…
Il problema di Caivano è di essere governata, possibilmente bene. E non basta un programma elettorale, serve un progetto ambizioso per la nostra città cui tutti, in primis i cittadini, devono contribuire. Non serve un sindaco “padre-padrone”, ma una squadra di cui il sindaco è l’allenatore che mette insieme, sa scegliere chi deve giocare e cosa bisogna fare per raggiungere gli obiettivi.
Insomma è una comunità intera che deve decidere d’incamminarsi verso un riscatto vero e verso un futuro migliore per se stessi e per i propri giovani.
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domenica 30 agosto 2009
"Campania profondo nero"
La situazione ambientale della Regione Campania è gravissima. Chi ha letto l’articolo di Claudio Pappaianni, pubblicato dall'Espresso, dal titolo "Campania profondo nero", si rende conto che non c’è più tempo da perdere. Nell'articolo si legge: "Le risultanze delle complesse indagini hanno evidenziato la presenza, in concentrazioni elevate, di sostanze persistenti tossiche e cancerogene... I valori in alcuni casi superano anche di migliaia di volte la soglia consentita, in alcune aree si concentrano sforamenti sia di idrocarburi sia di cromo. Dati agghiaccianti....... la presenza massiccia e diffusa di pesticidi ormai fuori legge da anni, come il Ddt, passa quasi in secondo ordine di fronte al cocktail micidiale di sostanze chimiche ritrovato in alcuni terreni coltivati. Da febbraio tutto è rimasto fermo, almeno nella sostanza. A inizio giugno dal Commissariato parte la relazione che scotta. Si muove solo la prefettura di Caserta, che organizza un incontro con gli uomini del Nucleo tutela ambiente dei Carabinieri di Caserta, della Guardia di Finanza e della Polizia, per un'illustrazione approfondita dello studio. Poi, il silenzio."
Anche questa idea di tenere segreti i dati è allarmante. Bisogna subito renderli pubblici, ma ancora di più avviare finalmente quella bonifica del territorio che si richiede da tempo (vedi l’articolo sulla canapa). Di questo soprattutto dovrebbero discutere le forze politiche per la prossima scadenza elettorale caivanese….
Anche questa idea di tenere segreti i dati è allarmante. Bisogna subito renderli pubblici, ma ancora di più avviare finalmente quella bonifica del territorio che si richiede da tempo (vedi l’articolo sulla canapa). Di questo soprattutto dovrebbero discutere le forze politiche per la prossima scadenza elettorale caivanese….
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lunedì 24 agosto 2009
La fascia grigia....
C'è una "fascia grigia", in politica come nella vita, che è fatta di persone e gruppi che si alleano sempre con i "vincenti"... anzi determinano addirittura, a seconda della loro alleanza la vittoria degli uni sugli altri.
Ovviamente "la fascia grigia", quella fatta di persone ed interessi consolidati e "pregnanti", detta legge e fa il bello e cattivo tempo. E gli stupidi che vogliono vincere, alleandosi con la "fascia grigia", in realtà perdono due volte... perdono gli uni e gli altri..
Finchè ci saranno le "fasce grigie", in politica come nella vita, un paese, una comunità difficilmente potrà fare bene!!!
Per questo ci vuole uno scatto d'orgoglio e bisogna assumere la questione morale come principio fondante del fare politica, riscrivendo le regole stesse del fare politica. Bisogna combattere non solo per vincere, ma soprattutto per governare e governare bene!!!
Ovviamente "la fascia grigia", quella fatta di persone ed interessi consolidati e "pregnanti", detta legge e fa il bello e cattivo tempo. E gli stupidi che vogliono vincere, alleandosi con la "fascia grigia", in realtà perdono due volte... perdono gli uni e gli altri..
Finchè ci saranno le "fasce grigie", in politica come nella vita, un paese, una comunità difficilmente potrà fare bene!!!
Per questo ci vuole uno scatto d'orgoglio e bisogna assumere la questione morale come principio fondante del fare politica, riscrivendo le regole stesse del fare politica. Bisogna combattere non solo per vincere, ma soprattutto per governare e governare bene!!!
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lunedì 17 agosto 2009
Continua la raccolta della canapa sativa
Da Caivano una ulteriore risposta alla bonifica e alla rigenerazione dei terreni, per un rilancio dell’agricoltura
(foto di Mariano Ummarino)

E’ del 9 agosto la notizia dell’investimento della Regione Campania di 50 milioni di euro per il risanamento dei Regi Lagni, diventati una fogna a cielo aperto, e oggi con la raccolta della canapa sativa si da un ulteriore contributo al tentativo di dare di nuovo dignità ambientale alla “terra dei fuochi”.

Si sa che tutta la fascia dei Comuni a nord di Napoli e a Sud di Caserta, dal nolano al litorale domitio, è il territorio più inquinato dalla immondizia, dei cittadini che sversano dovunque ai rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente dalla camorra, dagli errori di cementificazione dei Regi Lagni, ai depuratori insufficienti e non funzionanti, dall’agricoltura avvelenata dai diserbanti ai Comuni senza fogne che sversano illegalmente i liquami dei loro cittadini, dall’incuria delle pubbliche amministrazioni al degrado e abbandono da parte di contadini che non prendono un euro a fronte dei propri sacrifici economici e umani.

Ci sono volute le 100.000 firme raccolte dalla Coldiretti e da altrettante organizzazioni e associazioni ambientaliste che chiedevano le bonifiche dei terreni; c’è voluta una costante attenzione d’allarme da parte della stampa sul tema del mare inquinato e non balneabile, quest’anno particolarmente drammatico.
Oggi finalmente può partire un percorso virtuoso.
Dalla Regione Campania, con lo stanziamento dei 50 milioni di euro sui Regi Lagni e dalla testardaggine di Assocanapa Campania diretta da Michele Castaldo ed Enzo Falco e da un agricoltore coraggioso come Franco Mugione di Futuragricola 2000, azienda orticola caivanese che hanno, dopo il convegno organizzato il 4 aprile u.s., seminato due ettari di canapa e oggi, anche se un po’ in ritardo sui tempi che conoscevamo, stanno raccogliendo queste bacchette di quattro metri e sessanta, summa botanica di straordinarie proprietà benefiche per i terreni e per le persone. De resto la coltivazione sperimentale ha confermato le caratteristiche di pianta ecologica della canapa: nessun trattamento, nessun diserbamento, niente innaffiamento. E adesso inizia la ricerca applicata con il CNR e con l’Università, per la plastiche biodegradabili, per i materiali compositi per la bioedilizia, per la biomassa. Ma la sfida rimane la filiera tessile per la memoria ancora viva in questi luoghi di tovaglie, asciugamani, lenzuola, capi di abbigliamento con caratteristiche di pregio di una fibra naturale molto resistente.

La strategia deve essere chiara. Bisogna rimettere sotto controllo gli sversamenti illegali nei Regi Lagni, bisogna potenziare e far funzionare bene i depuratori, bisogna rinaturalizzare le sponde per un ulteriore processo naturale di fitodepurazione, bisogna investire i soldi già stanziati per le bonifiche dei terreni e, prima di ritornare a prodotti destinati all’alimentazione umana, far rigenerare i terreni dalla coltivazione della canapa che, proprio in questi Comuni, ha rappresentato fino agli anni ’70 la coltura prevalente. Poi bisognerà scegliere il destino finale di questi territori: un parco agricolo dei regi Lagni nella parte est nolano-acerrano, per dare valore aggiunto alle produzioni ortofrutticole (gli orti di Napoli) e un distretto agroalimentare di qualità incentrato sulla mozzarella di bufala ad ovest area più propriamente casertana. Entrambi incentrati su un processo di certificazione ambientale di prodotto, di processo, aziendale e territoriale, così come sta facendo Parma con il suo distretto agricolo di qualità.

Se mai si inizia, mai riusciremo a rivitalizzare una fascia territoriale strategica per la Campania perché connette l’area metropolitana di Napoli, fortemente conurbata a quella rurale dell’entroterra campano che conserva straordinarie pecularietà, agricole, artigianali e ambientali.
Del resto se non ora, quando?
(foto di Mariano Ummarino)
E’ del 9 agosto la notizia dell’investimento della Regione Campania di 50 milioni di euro per il risanamento dei Regi Lagni, diventati una fogna a cielo aperto, e oggi con la raccolta della canapa sativa si da un ulteriore contributo al tentativo di dare di nuovo dignità ambientale alla “terra dei fuochi”.
Si sa che tutta la fascia dei Comuni a nord di Napoli e a Sud di Caserta, dal nolano al litorale domitio, è il territorio più inquinato dalla immondizia, dei cittadini che sversano dovunque ai rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente dalla camorra, dagli errori di cementificazione dei Regi Lagni, ai depuratori insufficienti e non funzionanti, dall’agricoltura avvelenata dai diserbanti ai Comuni senza fogne che sversano illegalmente i liquami dei loro cittadini, dall’incuria delle pubbliche amministrazioni al degrado e abbandono da parte di contadini che non prendono un euro a fronte dei propri sacrifici economici e umani.
Ci sono volute le 100.000 firme raccolte dalla Coldiretti e da altrettante organizzazioni e associazioni ambientaliste che chiedevano le bonifiche dei terreni; c’è voluta una costante attenzione d’allarme da parte della stampa sul tema del mare inquinato e non balneabile, quest’anno particolarmente drammatico.
Oggi finalmente può partire un percorso virtuoso.
Dalla Regione Campania, con lo stanziamento dei 50 milioni di euro sui Regi Lagni e dalla testardaggine di Assocanapa Campania diretta da Michele Castaldo ed Enzo Falco e da un agricoltore coraggioso come Franco Mugione di Futuragricola 2000, azienda orticola caivanese che hanno, dopo il convegno organizzato il 4 aprile u.s., seminato due ettari di canapa e oggi, anche se un po’ in ritardo sui tempi che conoscevamo, stanno raccogliendo queste bacchette di quattro metri e sessanta, summa botanica di straordinarie proprietà benefiche per i terreni e per le persone. De resto la coltivazione sperimentale ha confermato le caratteristiche di pianta ecologica della canapa: nessun trattamento, nessun diserbamento, niente innaffiamento. E adesso inizia la ricerca applicata con il CNR e con l’Università, per la plastiche biodegradabili, per i materiali compositi per la bioedilizia, per la biomassa. Ma la sfida rimane la filiera tessile per la memoria ancora viva in questi luoghi di tovaglie, asciugamani, lenzuola, capi di abbigliamento con caratteristiche di pregio di una fibra naturale molto resistente.
La strategia deve essere chiara. Bisogna rimettere sotto controllo gli sversamenti illegali nei Regi Lagni, bisogna potenziare e far funzionare bene i depuratori, bisogna rinaturalizzare le sponde per un ulteriore processo naturale di fitodepurazione, bisogna investire i soldi già stanziati per le bonifiche dei terreni e, prima di ritornare a prodotti destinati all’alimentazione umana, far rigenerare i terreni dalla coltivazione della canapa che, proprio in questi Comuni, ha rappresentato fino agli anni ’70 la coltura prevalente. Poi bisognerà scegliere il destino finale di questi territori: un parco agricolo dei regi Lagni nella parte est nolano-acerrano, per dare valore aggiunto alle produzioni ortofrutticole (gli orti di Napoli) e un distretto agroalimentare di qualità incentrato sulla mozzarella di bufala ad ovest area più propriamente casertana. Entrambi incentrati su un processo di certificazione ambientale di prodotto, di processo, aziendale e territoriale, così come sta facendo Parma con il suo distretto agricolo di qualità.
Se mai si inizia, mai riusciremo a rivitalizzare una fascia territoriale strategica per la Campania perché connette l’area metropolitana di Napoli, fortemente conurbata a quella rurale dell’entroterra campano che conserva straordinarie pecularietà, agricole, artigianali e ambientali.
Del resto se non ora, quando?
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sabato 15 agosto 2009
Iniziata la raccolta della canapa a Caivano





Finalmente è iniziata la raccolta della canapa... la tenacia e la determinazione mia, di Michele Castaldo e soprattutto dei fratelli Mugione dell'azienda agricola caivanese Futuragricola 2000, ha consentito di avviare finalmente questo esperimento anche a Caivano.. Vi mostriamo il primo atto della raccolta "scippa' 'o cannel"...
domenica 9 agosto 2009
Regi Lagni, via al risanamento
Interessante articolo, uscito stamattina su Il Mattino. Forse si incomincia a fare sul serio, risanando questa grande opera idraulica voluta dai Borboni e rovinata dai contemporanei. Insieme alle bonifiche dei terreni che viaggiano intorno ai Regi Lagni c'è la vera svolta da imprimere al nostro territorio. Insieme alla ripresa della coltivazione della canapa... insieme al rilancio del Parco Agricolo di Caivano.. insieme ad una classe dirigente e ad una comunità intera che vuole riscattarsi e ritrovare l'orgoglio di essere caivanesi!!!
"Sono la maggiore fonte di inquinamento del litorale domiziano. I Regi Lagni, nonostante i costosissimi depuratori che non svolgono il loro ruolo, raccolgono in pratica le fogne non depurate di oltre centro Comuni del Napoletano e del Casertano e le sversano a mare. Ora la giunta Regionale della Campania ha deciso di correre i ripari. Su proposta del presidente Antonio Bassolino, degli assessori all'Agricoltura Gianfranco Nappi e all'Ambiente Walter Ganapini, ha stanziato 50 milioni di euro per la realizzazione di un Piano di salvaguardia e risanamento di una vasta area dei Regi Lagni compresa tra le province di Napoli e Caserta. Gli interventi interesseranno i territori dei Comuni di Castel Volturno, Villa Literno, Cancello Arnone, Casal di Principe, Villa di Briano, S. Maria la Fossa, Frignano, S. Maria Capua Vetere, San Tammaro, Casaluce, Teverola, Carinaro, Gricignano di Aversa, Succivo, Orta di Atella, Marcianise, Caivano, Acerra, Marigliano, S. Vitaliano, Cimitile, Nola, Casamarciano e San Paolo Belsito oltre alle aree dei Consorzi Asi di Napoli e Caserta relativamente agli agglomerati di Acerra, Caivano, Nola-Marigliano, Giugliano, Marcianise e Aversa Nord. Il progetto, che sarà esecutivo fin dai prossimi mesi, prevede l'adeguamento delle attività di depurazione, la regolazione degli scarichi dei Comuni dell'area interessata, delle ASI e un intervento mirato del consorzio di bonifica sulle sponde, a monte e a valle dell'asta principale dei Regi Lagni. Saranno, inoltre, realizzate, in collaborazione con la Provincia di Caserta, nuove griglie di contenimento alla foce delle condotte idriche. Per la realizzazione delle infrastrutture saranno utilizzati materiali edilizi ecosostenibili che favoriscono il risparmio energetico. Verranno, inoltre, realizzati dispositivi per la produzione di energia da fonte alternativa. «Il risanamento dei Regi Lagni è un passaggio fondamentale per il rilancio agricolo e industriale di uno dei territori strategici per lo sviluppo e la crescita della nostra regione», ha dichiarato il presidente Bassolino. La speranza è che questo provvedimento, dopo anni di incuria, sia davvero l’inizio per voltare pagina. Dopo l’emergenza rifiuti, in infatti, l’inquinamento provocato dai Regi Lagni (le cui sponde sono state del resto cementificate accrescendo gli effetti negativi sull’ecosistema e sul mare) è senz’altro la più grossa emergenza ambientale cui la Regione Campania non è riuscita finora a far fronte. L’inquinamento del mare del litorale domiziano (la foce dei Regi Lagni ricade nel territorio di Castelvolturno) infatti è andata via via crescendo proprio per la cattiva o insufficiente gestione dei sistemi di depurazione lungo i Regi Lagni e i mancati controlli dei confronti delle rete fognarie che finiscono in tale canale. Un canale che un tempo, in epoca borbonica, aveva la sola funzione di raccogliere le acque piovane che dalle pendici del Vesuvio confluivano in mare attraversando il Casertano."
"Sono la maggiore fonte di inquinamento del litorale domiziano. I Regi Lagni, nonostante i costosissimi depuratori che non svolgono il loro ruolo, raccolgono in pratica le fogne non depurate di oltre centro Comuni del Napoletano e del Casertano e le sversano a mare. Ora la giunta Regionale della Campania ha deciso di correre i ripari. Su proposta del presidente Antonio Bassolino, degli assessori all'Agricoltura Gianfranco Nappi e all'Ambiente Walter Ganapini, ha stanziato 50 milioni di euro per la realizzazione di un Piano di salvaguardia e risanamento di una vasta area dei Regi Lagni compresa tra le province di Napoli e Caserta. Gli interventi interesseranno i territori dei Comuni di Castel Volturno, Villa Literno, Cancello Arnone, Casal di Principe, Villa di Briano, S. Maria la Fossa, Frignano, S. Maria Capua Vetere, San Tammaro, Casaluce, Teverola, Carinaro, Gricignano di Aversa, Succivo, Orta di Atella, Marcianise, Caivano, Acerra, Marigliano, S. Vitaliano, Cimitile, Nola, Casamarciano e San Paolo Belsito oltre alle aree dei Consorzi Asi di Napoli e Caserta relativamente agli agglomerati di Acerra, Caivano, Nola-Marigliano, Giugliano, Marcianise e Aversa Nord. Il progetto, che sarà esecutivo fin dai prossimi mesi, prevede l'adeguamento delle attività di depurazione, la regolazione degli scarichi dei Comuni dell'area interessata, delle ASI e un intervento mirato del consorzio di bonifica sulle sponde, a monte e a valle dell'asta principale dei Regi Lagni. Saranno, inoltre, realizzate, in collaborazione con la Provincia di Caserta, nuove griglie di contenimento alla foce delle condotte idriche. Per la realizzazione delle infrastrutture saranno utilizzati materiali edilizi ecosostenibili che favoriscono il risparmio energetico. Verranno, inoltre, realizzati dispositivi per la produzione di energia da fonte alternativa. «Il risanamento dei Regi Lagni è un passaggio fondamentale per il rilancio agricolo e industriale di uno dei territori strategici per lo sviluppo e la crescita della nostra regione», ha dichiarato il presidente Bassolino. La speranza è che questo provvedimento, dopo anni di incuria, sia davvero l’inizio per voltare pagina. Dopo l’emergenza rifiuti, in infatti, l’inquinamento provocato dai Regi Lagni (le cui sponde sono state del resto cementificate accrescendo gli effetti negativi sull’ecosistema e sul mare) è senz’altro la più grossa emergenza ambientale cui la Regione Campania non è riuscita finora a far fronte. L’inquinamento del mare del litorale domiziano (la foce dei Regi Lagni ricade nel territorio di Castelvolturno) infatti è andata via via crescendo proprio per la cattiva o insufficiente gestione dei sistemi di depurazione lungo i Regi Lagni e i mancati controlli dei confronti delle rete fognarie che finiscono in tale canale. Un canale che un tempo, in epoca borbonica, aveva la sola funzione di raccogliere le acque piovane che dalle pendici del Vesuvio confluivano in mare attraversando il Casertano."
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domenica 2 agosto 2009
Se i deputati e i senatori del centrodestra rimarranno “peones”…
E’ difficile dare un giudizio politico su quanto sta accadendo a livello nazionale sulla rinascita della “questione meridionale” e sul partito del Sud. Certo è che a quasi 150 anni dall’Unità d’Italia, non siamo mai stati così divisi e lontani, non tanto economicamente (c’è sempre stato un divario enorme), quanto culturalmente, nella stessa concezione dello Stato unitario.
C’era bisogno della nascita della Lega Nord che, indubbiamente quando è nata, ha posto all’attenzione della politica una questione vera, “la questione settentrionale”, anche se oggi si è trasformata in una difesa “feroce” degli interessi del Nord, ma c’è voluto un governo di centrodestra centrato su un asse strategico Lega – Tremonti – Berlusconi dove evidentemente i deputati e i senatori della PDL del Sud non contano assolutamente nulla.
In Campania questo appare oltremodo paradossale, perché i responsabili politici campani della PDL parlano della “pagliuzza” del “napolicentrismo” e non si accorgono della “trave” che potrebbe essere definita “milanocentrismo”, che sposta sistematicamente risorse dal Sud al Nord del Paese.
La motivazione? Nel Sud sprecano le risorse… Ovviamente questa affermazione vale, o dovrebbe valere, per la Campania come per la Sicilia e allora non si capisce perché a parità di analisi si commissaria la sanità campana e non quella siciliana. Non si capisce perché si sbloccano (non sono soldi “nuovi” o aggiuntivi) circa 4 miliardi alla Sicilia e non ad altre regioni del Sud (vedremo in seguito); non si capisce perché si aiutano con soldi freschi i Comuni di Roma e Palermo (amministrati dal centrodestra). Adesso, dopo la presa di posizione dei siciliani Lombardo e Miccichè, Tremonti ha tirato fuori le idee di una nuova Casmez e una Banca del Sud (in realtà di questa Banca ne sta parlando da quando il Banco di Napoli è stato assorbito dal San Paolo di Torino).
E i nostri deputati e senatori, nonché sottosegretari all’economia? Cosa fanno? Stanno elaborando o concorrendo a definire una strategia per lo sviluppo ed il lavoro perchè la Campania vive in modo drammatico, più di altre realtà, la crisi economica con la chiusura di quei pochi centri manifatturieri, con la chiusura dei piccoli negozi, con la chiusura di qualsiasi speranza per i giovani di lavorare e se possibile lavorare al Sud invece di emigrare, nonostante l’una o due lauree? Peraltro vivendo la contraddizione, assolutamente inconcepibile, non solo di emigrare ma di essere anche combattuti ed esclusi da delibere come quella della Provincia di Vicenza sui direttori didattici e sui presidi del Sud.
Così non va. Così rischia l’intero paese.
E’ ora che i deputati e i senatori del centrodestra del Sud si sveglino e smettano di fare i “peones”. Ne guadagnerebbe non solo il Sud, ma l’Italia intera. Sugli strumenti da mettere in campo si può e si deve discutere in modo attento, perché nessuno deve o vuole sprecare altre risorse.
C’era bisogno della nascita della Lega Nord che, indubbiamente quando è nata, ha posto all’attenzione della politica una questione vera, “la questione settentrionale”, anche se oggi si è trasformata in una difesa “feroce” degli interessi del Nord, ma c’è voluto un governo di centrodestra centrato su un asse strategico Lega – Tremonti – Berlusconi dove evidentemente i deputati e i senatori della PDL del Sud non contano assolutamente nulla.
In Campania questo appare oltremodo paradossale, perché i responsabili politici campani della PDL parlano della “pagliuzza” del “napolicentrismo” e non si accorgono della “trave” che potrebbe essere definita “milanocentrismo”, che sposta sistematicamente risorse dal Sud al Nord del Paese.
La motivazione? Nel Sud sprecano le risorse… Ovviamente questa affermazione vale, o dovrebbe valere, per la Campania come per la Sicilia e allora non si capisce perché a parità di analisi si commissaria la sanità campana e non quella siciliana. Non si capisce perché si sbloccano (non sono soldi “nuovi” o aggiuntivi) circa 4 miliardi alla Sicilia e non ad altre regioni del Sud (vedremo in seguito); non si capisce perché si aiutano con soldi freschi i Comuni di Roma e Palermo (amministrati dal centrodestra). Adesso, dopo la presa di posizione dei siciliani Lombardo e Miccichè, Tremonti ha tirato fuori le idee di una nuova Casmez e una Banca del Sud (in realtà di questa Banca ne sta parlando da quando il Banco di Napoli è stato assorbito dal San Paolo di Torino).
E i nostri deputati e senatori, nonché sottosegretari all’economia? Cosa fanno? Stanno elaborando o concorrendo a definire una strategia per lo sviluppo ed il lavoro perchè la Campania vive in modo drammatico, più di altre realtà, la crisi economica con la chiusura di quei pochi centri manifatturieri, con la chiusura dei piccoli negozi, con la chiusura di qualsiasi speranza per i giovani di lavorare e se possibile lavorare al Sud invece di emigrare, nonostante l’una o due lauree? Peraltro vivendo la contraddizione, assolutamente inconcepibile, non solo di emigrare ma di essere anche combattuti ed esclusi da delibere come quella della Provincia di Vicenza sui direttori didattici e sui presidi del Sud.
Così non va. Così rischia l’intero paese.
E’ ora che i deputati e i senatori del centrodestra del Sud si sveglino e smettano di fare i “peones”. Ne guadagnerebbe non solo il Sud, ma l’Italia intera. Sugli strumenti da mettere in campo si può e si deve discutere in modo attento, perché nessuno deve o vuole sprecare altre risorse.
lunedì 27 luglio 2009
Il governo Berlusconi è spudoratamente e pericolosamente nordista ed è contro l’ambiente
Ciò che sta succedendo, di politico, non ha ormai più niente. Incominciano ad arrivare i frutti avvelenati di una politica in cui spicca il razzismo e l’egoismo della Lega Nord che impone al governo sempre e solo gli interessi del territorio che rappresenta.
E’ il caso dello studente napoletano di Treviso, emarginato e deriso dai compagni e assolutamente non difeso dagli insegnanti e dal preside. E’ il caso del pacchetto sicurezza con le scelte vili contro gli immigrati (il reato di clandestinità) e la stupidità delle ronde che incominciano a creare grossi problemi. E’ il caso della mozione shock a Vicenza dove il consiglio provinciale approva con il voto di maggioranza e opposizione la richiesta di non assegnare più i posti di dirigente scolastico ai presidi che vengono dal Sud. Si dice: al Sud le graduatorie sono gonfiate e non rispettando la legge sarebbero favoriti. Se c'è violazione di legge ci sono i Tar e i tribunali. Ma non si può reagire con una delibera razzista.
L’altra grave questione è l’appuntamento con il «conclave» di maggioranza che è confermato anche se rischia di accorciarsi a un giorno dai due previsti. Il presidente del Consiglio deve ancora convincere alcuni ministri a liberare la proprio agenda per il 7 agosto. Di più deve vinvere la diffidenza di Umberto Bossi che non vuol sentir parlare di «verifica» e di «seconda fase» del governo. Il timore che qualcuno voglia mettere in discussione gli equilibri interni alla maggioranza e, magari il ruolo stesso del ministro Tremonti, irrigidisce i vertici del Carroccio. Malgrado Berlusconi continui a rassicurare l’alleato sostenendo che si tratta di un appuntamento necessario ad «evidenziare la mole di attività svolta dal governo» anche per il Sud che «nessuno ha mai parlato di «seconda fase» e di «discontinuità»», il Senatùr non si fida anche perché nella maggioranza resta alta la tensione che coinvolge tutti i parlamentari eletti nel Meridione.
E come potrebbero non esserlo, i “peones del Sud”, visto che stanno ratificando solo le decisioni imposte dalla Lega Nord? Così è per i fondi FAS che vengono stornati dal Sud e dati al Nord; così è per le sballate classifiche delle Università meridionali (il che si tradurrà non già in un recupero di efficienza o con il licenziamento – se davvero le cose stanno così - dovuto dei rettori incapaci, ma in un aumento delle tasse per i nostri ragazzi e per le famiglie del meridione); così è per i Commissariamenti della Sanità in Campania e in Molise e non invece per la Sicilia che ha, secondo i criteri utilizzati dal governo, un deficit peggiore, ma ha al governo un alleato prezioso come l’MPA (la cosa si tradurrà di nuovo in un ulteriore balzello per le famiglie campane e molisane).
E non mi si venga a dire che si sta facendo questo perche al Sud non c’è una classe dirigente all’altezza. Ammettendo come vera questa tesi, queste decisioni non penalizzano le classi dirigenti, ma la popolazione, che sarà costretta a tirar fuori altri soldi che non ha…. E mancheranno ulteriormente quelle infrastrutture necessarie a ridurre il gap con il Nord.
E che dire poi dell’aver esclusa la Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, che giustamente ce l'ha con alcuni colleghi di governo, rei di aver sottratto al suo dicastero le competenza in materia di valutazione e autorizzazione ambientale in materia di energia (si tratta delle famigerate centrali nucleari che, a loro modo di vedere, non dovrebbero avere alcun controllo da parte del Ministero dell’Ambiente (Sic!)). Ma forse l’hanno esclusa perché del Sud.
Insomma ormai “Il re è nudo” (in tutti i sensi) ed è chiaro che è spudoratamente e pericolosamente nordista ed è contro l’ambiente.
Come bisogna rispondere a quest’attacco? Non vedo, nonostante lo faccia a malincuore, altra soluzione che opporre un partito del Sud che riequilibri le cose, ma che, a differenza della Lega Nord, abbia una politica per l’intero Paese, con una solida cultura antirazzista, progressista, ed all’insegna della solarità. Dovremmo recuperare l’opera dei migliori meridionalisti e dei grandi pensatori come Campanella e Vico, Fortunato e Croce, Rossi Doria e Sereni.
E’ il caso dello studente napoletano di Treviso, emarginato e deriso dai compagni e assolutamente non difeso dagli insegnanti e dal preside. E’ il caso del pacchetto sicurezza con le scelte vili contro gli immigrati (il reato di clandestinità) e la stupidità delle ronde che incominciano a creare grossi problemi. E’ il caso della mozione shock a Vicenza dove il consiglio provinciale approva con il voto di maggioranza e opposizione la richiesta di non assegnare più i posti di dirigente scolastico ai presidi che vengono dal Sud. Si dice: al Sud le graduatorie sono gonfiate e non rispettando la legge sarebbero favoriti. Se c'è violazione di legge ci sono i Tar e i tribunali. Ma non si può reagire con una delibera razzista.
L’altra grave questione è l’appuntamento con il «conclave» di maggioranza che è confermato anche se rischia di accorciarsi a un giorno dai due previsti. Il presidente del Consiglio deve ancora convincere alcuni ministri a liberare la proprio agenda per il 7 agosto. Di più deve vinvere la diffidenza di Umberto Bossi che non vuol sentir parlare di «verifica» e di «seconda fase» del governo. Il timore che qualcuno voglia mettere in discussione gli equilibri interni alla maggioranza e, magari il ruolo stesso del ministro Tremonti, irrigidisce i vertici del Carroccio. Malgrado Berlusconi continui a rassicurare l’alleato sostenendo che si tratta di un appuntamento necessario ad «evidenziare la mole di attività svolta dal governo» anche per il Sud che «nessuno ha mai parlato di «seconda fase» e di «discontinuità»», il Senatùr non si fida anche perché nella maggioranza resta alta la tensione che coinvolge tutti i parlamentari eletti nel Meridione.
E come potrebbero non esserlo, i “peones del Sud”, visto che stanno ratificando solo le decisioni imposte dalla Lega Nord? Così è per i fondi FAS che vengono stornati dal Sud e dati al Nord; così è per le sballate classifiche delle Università meridionali (il che si tradurrà non già in un recupero di efficienza o con il licenziamento – se davvero le cose stanno così - dovuto dei rettori incapaci, ma in un aumento delle tasse per i nostri ragazzi e per le famiglie del meridione); così è per i Commissariamenti della Sanità in Campania e in Molise e non invece per la Sicilia che ha, secondo i criteri utilizzati dal governo, un deficit peggiore, ma ha al governo un alleato prezioso come l’MPA (la cosa si tradurrà di nuovo in un ulteriore balzello per le famiglie campane e molisane).
E non mi si venga a dire che si sta facendo questo perche al Sud non c’è una classe dirigente all’altezza. Ammettendo come vera questa tesi, queste decisioni non penalizzano le classi dirigenti, ma la popolazione, che sarà costretta a tirar fuori altri soldi che non ha…. E mancheranno ulteriormente quelle infrastrutture necessarie a ridurre il gap con il Nord.
E che dire poi dell’aver esclusa la Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, che giustamente ce l'ha con alcuni colleghi di governo, rei di aver sottratto al suo dicastero le competenza in materia di valutazione e autorizzazione ambientale in materia di energia (si tratta delle famigerate centrali nucleari che, a loro modo di vedere, non dovrebbero avere alcun controllo da parte del Ministero dell’Ambiente (Sic!)). Ma forse l’hanno esclusa perché del Sud.
Insomma ormai “Il re è nudo” (in tutti i sensi) ed è chiaro che è spudoratamente e pericolosamente nordista ed è contro l’ambiente.
Come bisogna rispondere a quest’attacco? Non vedo, nonostante lo faccia a malincuore, altra soluzione che opporre un partito del Sud che riequilibri le cose, ma che, a differenza della Lega Nord, abbia una politica per l’intero Paese, con una solida cultura antirazzista, progressista, ed all’insegna della solarità. Dovremmo recuperare l’opera dei migliori meridionalisti e dei grandi pensatori come Campanella e Vico, Fortunato e Croce, Rossi Doria e Sereni.
sabato 11 luglio 2009
Tra G8 e Terra Madre...
Che rapporto c'è tra il G8 tenutosi a L'Aquila e il film di Ermanno Olmi, "Terra Madre"? Entrambi parlano della crisi ambientale, del cambiamento climatico, della fame nel mondo, della possibilità di cambiare rotta per non distruggere ulteriormente la nostra (unica) Terra, consumando (distruggendo) tutte le risorse per consentire alle future generazioni (i nostri figli) di avere le stesse opportunità che abbiamo noi.
Il G8, ormai G20 (ma perchè non si ritorna alle Nazioni Unite?)è stato un successo per l'Italia (non sono Berlusconiano), ha avuto qualche risultato interessante (ovviamente da verificare), ma ha avuto nel Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il vero grande protagonista. Ma a me sono piaciuti di più i volti dei contadini di tutto il mondo che in rappresentanza di 150 paesi, a Torino, nel 2008, sotto l'egida di Slow Food, hanno lanciato l'allarme sulla "proprietà del seme", unica ricchezza dei contadini. In quella sede hanno lanciato l'allarme (che riguarda tutte le comunità del cibo mondiali) su un mondo più giusto, più equo, più sostenibile ambientalmente. L'immagine più forte del film è quella di un ragazzo americano di 15 anni che, avendo realizzato un orto nella propria scuola, ha dichiarato che i giovani saranno quelli finalmente che "concilieranno il genere umano con la madre terra...". Il mio invito è di organizzare a tappeto la proiezione del film, tra gli amici, nelle scuole, dato che sicuramente non entrerà nel circuito distributivo delle sale cinematografiche. Diamoci da fare!!!
Il G8, ormai G20 (ma perchè non si ritorna alle Nazioni Unite?)è stato un successo per l'Italia (non sono Berlusconiano), ha avuto qualche risultato interessante (ovviamente da verificare), ma ha avuto nel Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il vero grande protagonista. Ma a me sono piaciuti di più i volti dei contadini di tutto il mondo che in rappresentanza di 150 paesi, a Torino, nel 2008, sotto l'egida di Slow Food, hanno lanciato l'allarme sulla "proprietà del seme", unica ricchezza dei contadini. In quella sede hanno lanciato l'allarme (che riguarda tutte le comunità del cibo mondiali) su un mondo più giusto, più equo, più sostenibile ambientalmente. L'immagine più forte del film è quella di un ragazzo americano di 15 anni che, avendo realizzato un orto nella propria scuola, ha dichiarato che i giovani saranno quelli finalmente che "concilieranno il genere umano con la madre terra...". Il mio invito è di organizzare a tappeto la proiezione del film, tra gli amici, nelle scuole, dato che sicuramente non entrerà nel circuito distributivo delle sale cinematografiche. Diamoci da fare!!!
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martedì 23 giugno 2009
Grazie Franca!!!
Ieri ho partecipato alla festa (di laurea?) della Preside Francesca Falco che, dopo 46 anni di impegno nella scuola, va in pensione. Certo è davvero strano che una persona così piena di energia, che potrebbe dare ancora moltissimo sul piano educativo debba lasciare un “luogo”, una istituzione tanto amata. Si, perché il dato distintivo che ne è uscito fuori (ma questo lo sapevamo già) era esattamente l’amore smisurato per la scuola, o meglio per quello straordinario mondo, fatto di mura, insegnanti, alunni, bidelli (mi piace ancora chiamarli così) che, attraverso anni di impegno silenzioso, trasforma le coscienze delle persone e quindi dei popoli. C’erano tutti. Tutto il mondo della scuola Le era vicino ieri nell’auditorium della sua amata III Scuola Media che, dopo 22 anni di lavoro “sotterraneo” negli scantinati, è riuscita Lei stessa, da Sindaco, a far costruire. Si perché è stata anche Sindaco di Caivano, dal 1997 al 2003, subito dopo Ciccio Russo. Non ha avuto parole lusinghiere nei confronti della politica, ma io che Le sono stato vicino in quei tre anni come assessore, posso dire che è stata anche un grande Sindaco. Può e deve rivendicare moltissime cose realizzate sotto la sua guida. Dall’apertura del Teatro a quella degli impianti sportivi (vincendo un contenzioso proprio contro la ditta dell’attuale presidente della Provincia di Napoli, Cesaro); dalla Caserma dei Carabinieri, con una indimenticabile inaugurazione con Napolitano e la Fanfara dei Carabinieri, alla creazione dell’Igica che, al di là di polemiche, rimane tra le migliori aziende pubbliche per i rifiuti; dai Convegni con Violante a quelli con straordinarie personalità del mondo della cultura. Può e deve rivendicare anche questo impegno perché lo ha svolto all’insegna dei valori e dello stesso insegnamento che ha avuto per la scuola, quello di Lorenzo Milani. Ovviamente sorvolo sugli aspetti più personali, ma non posso non ricordare il richiamo fatto al marito, Peppe Crispino, altro maestro di vita e punto di riferimento per intere generazioni.
Per la scuola e per la politica sono e restano punti di riferimento di valori positivi importantissimi di cui abbiamo bisogno, per poter ancorare il nostro futuro e quello delle nuove generazioni alla costruzione di una vera civiltà contro la barbarie di una presunta modernità fatta solo di volgarità e di vuoto assoluto, fatto di televisione spazzatura e di veline.
Per questo sento di dire: grazie Franca. Per quello che hai fatto e quello che potrai ancora fare con l’esempio e con l’intelligenza della Tua quotidiana azione.
Per la scuola e per la politica sono e restano punti di riferimento di valori positivi importantissimi di cui abbiamo bisogno, per poter ancorare il nostro futuro e quello delle nuove generazioni alla costruzione di una vera civiltà contro la barbarie di una presunta modernità fatta solo di volgarità e di vuoto assoluto, fatto di televisione spazzatura e di veline.
Per questo sento di dire: grazie Franca. Per quello che hai fatto e quello che potrai ancora fare con l’esempio e con l’intelligenza della Tua quotidiana azione.
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