sabato 6 novembre 2010

Questa terra un giorno sarà bellissima

Così esclamava Paolo Borsellino, parlando della Sicilia liberata dalla Mafia. Quante volte ce lo siamo detti, quante volte lo abbiamo sognato; quante volte abbiamo combattuto per questo, sperato… Caivano, purtroppo, è diventato quanto di peggio possa trovarsi nell’hinterland napoletano: terra di conquista dei padroni predoni di Napoli che dettano legge sui rifiuti, sull’Igica, sull’uso dei suoli, che prendono voti e vanno via. E di chi è la colpa di tutto questo? Del Sindaco, certo!, degli amministratori, certo! Di chi ha il potere di decidere e non sa o non vuole farlo… ma la colpa è anche dei caivanesi che continuano ad essere “sudditi” anziché “cittadini”, consapevoli, che si informano, che chiedono spiegazioni, che chiedono conto anziché “ammoccarsi” tutte le falsi promesse sulla base delle quali “buttano” via il proprio voto, la principale arma che hanno. E dov’è, se c’è la borghesia “illuminata”? le categorie sociali che fanno battaglie in fabbrica? I professionisti che vivono, insieme ai loro figli in questo paese; che possono e dovrebbero dare il là ad un moto di ribellione che non è ovviamente solo quello di scendere in piazza, ma di fare “cultura”, costruendo consenso su fattori e persone capaci, sulle “idee per il futuro”, scendendo in prima fila, comprendendo che nessuno può salvare Caivano se non i caivanesi stessi o i migliori tra essi.
Ed è triste assistere al balletto di manifesti tra chi, oggi contrari, stando prima insieme nell’Amministrazione Papaccioli ha dato il “via libera” a quanto stiamo vivendo oggi con l’impianto di compostaggio e quelli a biomassa (altri rifiuti). Bastava votare a favore alle mie mozioni, degli ordini del giorno che ho proposto e che si possono trovare (viva l’era di internet) proprio su questo blog…
Ed il problema non è nemmeno dei rifiuti.. sembra che i caivanesi abbiano (ma forse nemmeno quello) uno scatto d’orgoglio solo quando si parla dei rifiuti. Il problema vero è di chi, giovane, si suicida perché non trova lavoro; di chi lo perde, come quel lavoratore del marmo che scrisse una lettera col cuore in mano a “Voce per tutti”. E a questo si risponde sbloccando solo le iniziative edilizie dei pochi e si rinvia “sine die” alla reinterpretazione delle NTA e del Regolamento edilizio che avrebbe dato una boccata d’ossigeno ad un’economia stagnante; delibera portata in una delle prime sedute di consiglio comunale e fatte morire nei meandri dell’”approfondimento in commissione”. E invece è bastato poco a deliberare, nell’ultimo consiglio comunale, il via libera al differimento delle opere pubbliche per quegli imprenditori che realizzano, nelle zone di lottizzazione convenzionata, case private che “vendono” preventivamente sulla carta, realizzando come è giusto profitto, ma che poi difficilmente realizzeranno quella parte di “città pubblica” che pure la convenzione prevede. Un regalo ai soliti noti, e non invece a tutti i cittadini caivanesi.
E poi, quali progetti di sviluppo e di lavoro sono stati messi in campo? Quali risorse dei vari strumenti di finanziamento europei sono stati attivati? Ma sanno di cosa si sta parlando?
In campagna elettorale avevo tentato di spiegare che non basta vincere le elezioni se poi non si riesce a governare.. Ho l’impressione che questi non stanno per niente governando, o lo stanno facendo, come ho spiegato ampiamente in questo blog, con articoli, videolettere ecc.. solo per i propri interessi che, nella pochezza umana è comunque poca cosa anche per loro….
Purtroppo credo, ahimè, che questa terra un giorno non sarà bellissima… a meno che….

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